L’organizzazione, da mero luogo di lavoro in cui il fattore umano aveva un’importanza secondaria e trascurabile, oggi è vista quale “organizzazione viva”, un sistema di convivenza animato da complesse dinamiche che mediano i rapporti tra i diversi attori che ne fanno parte.
Tali dinamiche implicite impattano sulla logica del funzionamento organizzativo e sugli obiettivi produttivi a volte favorendone i processi a volte ostacolandoli.

L’ AET – Analisi Emozionale del Testo – è una metodologia che permette di cogliere queste dinamiche implicite.

Questa metodologia, attraverso procedure informatiche-statistiche e l’utilizzo di un pool di modelli interpretativi psicologici, consente di rilevare la Cultura Locale dei contesti entro cui si utilizza.

Permette di esplicitare e poi comprendere, i processi rappresentazionali presenti nelle organizzazioni, comprese le dimensioni inconsce che regolano i valori, i comportamenti e i processi decisionali, processi che se non elaborati rischiano di trovare voce solo attraverso i comportamenti “emozionati” agiti.

Tale rilevazione si effettua a partire dalla produzione locale e condivisa di testi, concernenti specifiche questioni. La produzione del materiale testuale può avvenire entro una interazione tra persone (focus group) o tramite la creazione individuale di testi da parte delle persone che condividono il contesto lavorativo.

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Conoscere per intervenire è l’ipotesi che che regge l’utilità dell’uso di tale metodologia per realizzare interventi efficaci entro le organizzazioni. A partire dalle potenzialità espresse dalle dinamiche implicite è possibile infatti identificare specifici indicatori di sviluppo organizzativo, all’interno del contesto in analisi, al fine di orientare l’intervento e facilitare lo sviluppo dell’organizzazione.